Legge di bilancio 2027: sull’azzardo si continua a fare cassa
La Campagna Mettiamoci in gioco, di cui Uisp fa parte, denuncia nove criticità emerse dalle disposizioni sul gioco d'azzardo contenute nella manovra
Più occasioni di gioco, maggiori possibilità di spesa, agevolazioni per gli operatori e nessuna concreta strategia di riduzione dell'offerta. È questo il quadro preoccupante che emerge dalle disposizioni sul gioco d'azzardo contenute nel Disegno di Legge di Bilancio 2027-2029. La campagna Mettiamoci in gioco, di cui Uisp fa parte, ha evidenziato alcune criticità che emergono dalle disposizioni proposte.
Ecco l'elenco delle nove criticità denunciate:
1. Concessioni prorogate fino al 2029 per scommesse, slot, videolottery e Bingo, senza nuove gare.
2. Puntate e vincite raddoppiate per le slot: da 1 a 2 euro per giocata e da 100 a 200 euro per vincita massima.
3. Agevolazioni fiscali per alcune slot con maggiori percentuali di restituzione delle vincite. La relazione tecnica ipotizza un aumento della raccolta del 30% per gli apparecchi adeguati.
4. Distanze dimezzate tra sale Bingo: da 30 a 15 chilometri in determinati casi di trasferimento.
5. Gratta e Vinci prorogati fino al 2029, a fronte di un corrispettivo di 188 milioni di euro.
6. Una quinta estrazione settimanale per Lotto e SuperEnalotto: più occasioni per scommettere.
7. Sconti sui debiti pregressi dei concessionari, con riduzioni e rinuncia agli interessi a determinate condizioni.
8. Facilitazioni economiche per il Bingo, attraverso il ricalcolo delle indennità pregresse e possibilità di compensazione o rateizzazione.
Negli articoli esaminati mancano misure per ridurre l'offerta e nuovi investimenti specifici nella prevenzione e nella cura delle dipendenze. La questione è prima di tutto politica, sociale e sanitaria.
Non si può dichiarare di voler contrastare la dipendenza da gioco d'azzardo e, contemporaneamente, introdurre misure che rischiano di aumentare la raccolta e le occasioni di gioco.
L'azzardo non può essere considerato soltanto una fonte di entrate per lo Stato, ignorando i costi che ricadono sulle persone, sulle famiglie e sull'intera comunità.
Chiediamo al Parlamento di correggere queste disposizioni e di mettere finalmente al centro la salute pubblica, la prevenzione e la cura. Perché la dignità delle persone e il bene comune devono venire prima degli interessi economici delle aziende. (Fonte: campagna Mettiamoci in Gioco)